Ossigeno e camera iperbarica, risorse e potenzialità

L’Oti può salvare una vita ma è utile anche per altre terapie. Le indicazioni cliniche sono convalidate dalla comunità scientifica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’Ossigeno Terapia Iperbarica (Oti) come “una terapia sistemica che sfrutta la solubilità fisica dell’ossigeno in pressione”. L’Oti pertanto è la somministrazione incruenta di ossigeno puro (o miscele gassose iperossigenate) tramite maschere, caschi o tubi endotracheali all’interno delle camere iperbariche, speciali ambienti che vengono portati a una pressione superiore a quella atmosferica.

 

Ossigenoterapia iperbarica: i principi

I principi su cui si basa l’Oti derivano dall’applicazione di leggi fisiche, di principi di fisiologia e dalla conoscenza della farmacologia dell’ossigeno. L’esposizione a pressioni elevate comporta l’aumento della quota di ossigeno disciolta nel plasma, disponibile per la respirazione dei tessuti. A pressioni fra le 2 e le 3 atmosfere assolute (Ata) la quantità di ossigeno disciolto può essere anche di quindici volte superiore al normale, soddisfacendo interamente le necessità delle cellule nelle aree con ridotta circolazione del sangue (è comunque prioritario verificare la possibilità di rivascolarizzazione).

L’Oti facilita la rivascolarizzazione delle aree ischemiche, ridistribuisce il sangue verso i tessuti ipossici a seguito di vasocostrizione nei tessuti sani, determina vasocostrizione iniziale e successiva dilatazione reattiva. L’Oti ha azione antibatterica, antiedema (cerebrale, midollare, tissutale), antinfiammatoria; regola la risposta immunitaria cellulo-mediata; accelera la demarcazione tra tessuto necrotico e quello ischemico recuperabile. Attiva, inoltre, l’osteogenesi.

 

L’azione della Camera Iperbarica

L’azione dell’ossigeno iperbarico, escludendo singoli trattamenti per le indicazioni salvavita come embolie, intossicazioni e gangrena, necessita di un numero variabile di sedute condizionato dalla patologia acuta o cronica, dal tessuto interessato (quello osseo necessita di un maggior numero di trattamenti) e dall’associazione di comorbidità.

Le indicazioni cliniche all’Oti si basano su documenti ufficiali di posizione delle società scientifiche internazionali quali l’Echm (European Committee for Hyperbaric Medicine), la Siaarti (Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva), la Simsi (Società Italiana Medicina Subacquea e Iperbarica) e la Uhms (Undersea and Hyperbaric Medical Society). Per queste indicazioni vi è generale accordo alla luce della Ebm (Evidence Based Medicine).

 

Ossigenoterapia iperbarica: Le associazioni di riferimento

La Simsi, presieduta da Pasquale Longobardi, è un’associazione non a scopo di lucro nata nel 1977 per promuovere l’acquisizione e lo scambio dei dati scientifici nelle applicazioni dell’iperbarismo attraverso ricerche, pubblicazioni e incontri. La maggioranza dei soci Simsi sono medici specialisti in Medicina del nuoto e delle attività subacquee, in Anestesia e rianimazione, medici diplomati presso i master universitari di II livello, ricercatori e studiosi interessati allo sviluppo delle conoscenze nel settore iperbarico e subacqueo.

La Simsi assicura un approccio terapeutico comune tra i centri iperbarici pubblici e privati italiani sulla sicurezza e la qualità del trattamento; elabora indicazioni e revisioni per un corretto uso dell’Oti e delle tabelle decompressive dei subacquei, adeguando le indicazioni alle esigenze del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) e Regionale.

L’Ancip (Associazione Nazionale Centri Iperbarici Privati) raggruppa i maggiori centri iperbarici privati italiani. Ha la finalità di favorire l’aggiornamento culturale e scientifico degli associati, assicurando una costante collaborazione con le società scientifiche. Ha un codice di autodisciplina per il rigoroso rispetto delle normative riguardanti la gestione dei pazienti secondo i migliori standard di sicurezza. Ancip intende favorire una reale integrazione con la Sanità pubblica individuando il ruolo della medicina iperbarica nell’ambito del Ssn.

L’Aspati (Associazione Pazienti Trattati in Iperbarismo) è composta da pazienti, familiari, medici e paramedici che necessitano o si occupano di Oti. Essa si pone scopi scientifici, assistenziali e sociali. L’associazione promuove la corretta diffusione dell’Oti presso ospedali pubblici e privati, presso medici di medicina generale nonché l’aggiornamento tecnologico dei centri iperbarici; affianca e sostiene la ricerca e la formazione con raccolta fondi per ricerca e attività divulgative.

 

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